La Stampa 3D è una tecnologia che permette di creare oggetti fisici a partire da progetti 3D virtuali. È una tecnologia giovane e dirompente che perché permette a tutti di creare oggetti personalizzati, dalle forme più bizzarre e complesse senza la necessità di infrastrutture particolarmente tecnologiche e costose.
La stampa 3D è una tecnologia che nasce intorno al 1986 con l’ingegnere e inventore statunitense Chuck Hull. La geniale idea proviene dalla sua intuizione di utilizzare la resina come materiale di stampa utilizzando la stereolitografia ossia una particolare tecnica di stampa 3D.
In verità è proprio Chuck Hull ad inventare la stereolitografia definendola:
"Un sistema per generare oggetti tridimensionali basato sulla creazione di un modello trasversale dell'oggetto da costituire, sulla superficie di un medium fluido capace di alterare il suo stato fisico in risposta a stimoli sinergici quali radiazione incidente, bombardamento di particelle o reazioni chimiche, in lamine adiacenti che rappresentano le sezioni trasversali adiacenti successive dell'oggetto che si integrano tra loro, provvedendo ad una progressiva crescita per apposizione dell'oggetto desiderato, per cui un oggetto è creato da una superficie sostanzialmente planare del medium fluido durante il processo di formazione."
Da quel lontano 1986 tanta strada è stata fatta in termini di stampa £d, ma non tutti sanno davvero cosa sia. Seppur ancora di nicchia il mercato della stampa 3D è stato valutato circa 12 mila miliardi di dollari nel 2020 negli Stati Uniti con un tasso di crescita annuo previsto intorno al 17% tra il 2020 e il 20231. Stiamo però parlando di stampa 3D in generale, quella cioè che interessa tutti gli ambiti industriali.
Per stampa 3D si intende la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante produzione additiva, partendo da un modello 3D digitale.
Il modello digitale viene prodotto con dei software dedicati e successivamente elaborato per essere poi realizzato con diverse tecnologie, tra cui quella che costruisce prototipi strato dopo strato, attraverso una stampante 3D.
La possibilità di personalizzazione degli oggetti che la stampante 3D offre è stata immediatamente intercettata da molti settori, dall’edilizia al settore delle automobili, dall’arredamento sino al biomedicale dove la customizzazione dei dispositivi gioca spesso un ruolo cruciale nei processi di cura.
Dal 2018 alcune aziende hanno iniziato a realizzare prodotti in serie attraverso tecnologie di stampa 3D: ad esempio, Adidas produce le suole di un suo modello di scarpe da corsa attraverso la tecnologia Clip (simile alla stereolitografia) e General Electric realizza gli iniettori in metallo di un motore aeronautico con tecnologia EBM (Electron Beam Melting).
Nel gennaio 2012 The Pirate Bay ha annunciato la nascita della categoria Physible per i file contenenti la descrizione di oggetti tridimensionali da stampare.
Anche noi di WTC Services, grazie al supporto della stampa 3D, abbiamo avviato una intensa attività di produzione di apparecchiature a supporto del settore alimentare. Il nostro primo prodotto Pitter Italy è un successo in termini di rapporto qualità/prezzo e ci ha permesso di offrire agli attori delle PMI un prodotto troppo spesso appannaggio delle grandi aziende a causa del costo eccessivo per il suo acquisto.
Ma è davvero tutto oro quello che luccica? Direi proprio di no. Così come con l’AC01 di Pitter Italy, dove si auspica un attento intervento dell’uomo per scelta dei prodotti da denocciolare, per un corretto svolgimento del lavoro ed un risultato finale idoneo a garanzia del prodotti finito, anche per HONDA R&D Europe (la nota casa produttrice di motoveicoli e non solo) l’intervento dell’uomo è ancora fondamentale. L’azienda giapponese ha stretto una collaborazione con WASP attuando un netto cambio di marcia nel processo di prototipazione garantendo la stampa di un oggetto in 3D che dovrà essere rifinito manualmente. Sembra una contraddizione per il mondo dell’Additive Manufacturing ma ci sono settori dove la mano dell’uomo è ancora insostituibile.