In un precedente articolo abbiamo parlato di come l’internazionalizzazione sia un viaggio lungo ma affascinante, che prevede una serie di step da affrontare per avere successo. È un processo che non si può improvvisare ma al contrario richiede una pianificazione ben pensata e strutturata, avendo ben chiaro l’obiettivo da perseguire e gli strumenti necessari a raggiungerlo. Ma oltre questo sono altri i fattori da prendere in considerazione se vuoi intraprendere questo percorso, come la dimensione umana. Ne parliamo insieme in questo articolo.
Se c'è un segreto del successo, è questo: comprendere il punto di vista dell'altro e vedere le cose attraverso i suoi occhi.
Henry Ford
Fattore umano: la leva per una buona internazionalizzazione
Per intraprendere il percorso di internazionalizzazione il fattore umano diventa fondamentale: l’imprenditore deve essere capace, coraggioso, avere una mentalità aperta e sopratutto flessibile, in grado di trasmettere una cultura dei valori aziendali che sia inclusiva e solida, ma anche e sopratutto capace di adattare la propria proposta al mercato di riferimento, considerando le specificità locali e le peculiarità culturali, che vanno comprese e ascoltate. È importante saper creare e curare relazioni umane prima ancora che commerciali.
WTC: la persona prima del prodotto
Anche noi di WTC abbiamo a cuore le relazioni umane e crediamo che il gioco dell’internazionalizzazione sia tutto incentrato sulla dimensione umana. Il nostro obiettivo è favorire il rapporto diretto tra clienti e fornitori. La nostra piattaforma vuole essere un punto d’incontro, una piazza virtuale per favorire le relazioni umane dirette nell’articolato sistema del commercio internazionale:
“L’obiettivo di WTC è quello di creare relazioni umane, semplificando il contatto tra le parti potenzialmente interessate ad un rapporto commerciale. HUMANS FIRST.”